Progetto Golden Dump

Periodo 2010-2013

La discarica di Mae Sot- Thailandia

Lungo il confine tra Thailandia e Birmania, la discarica di Mae Sot è diventata un rifugio per molte famiglie di immigrati dalla Birmania. Ospita numerose baracche costruite con bambù e materiali plastici esistenti nella discarica dove attualmente vivono 27 famiglie. Altre 63 risiedono nell’area circostante. Le condizioni di vita sono poco incoraggianti per la mancanza di accesso alle esigenze di base e ai servizi, come acqua pulita e strutture mediche.

I residenti della discarica fanno parte di diverse etnie provenienti da varie regioni all'interno della Birmania, ma nonostante questo condividevano le stesse difficoltà di vita.

Le motivazioni del continuo esodo di queste famiglie sono svariate. Nel loro Paese non guadagnano un reddito sufficiente a soddisfare le esigenze di base per la loro sopravvivenza. Anche se gli individui lavorano numerose ore al giorno, spesse volte dall'alba al tramonto, non ricevono che l’equivalente di 1 dollaro al giorno, che non è abbastanza per mantenere se stessi e le loro famiglie. Altre migrano per i perenni conflitti interni, altre ancora per sottrarsi dai lavori forzati inflitti dall’esercito birmano e infine per evitare la continua richiesta economica sia da parte dell’esercito birmano che di quello dei Karen.

La combinazione di diversi fattori come la mancanza di una rete sociale o la paura di intraprendere relazioni a causa del loro status di clandestini, limita fortemente le opzioni, costringendoli a rifugiarsi e vivere presso la discarica.
Sebbene non sia un ambiente sano per abitarvi, fornisce comunque alle persone la possibilità di guadagnare un salario superiore a quello birmano. Si arriva infatti a guadagnare circa 100 baht (3 dollari) attraverso la raccolta di materiali riciclabili, che vengono poi venduti a negozi locali a Mae Sot e appena oltre il confine, in Myawaddy, Birmania.

Ma i lavoratori migranti in discarica devono affrontare gravi rischi per la loro salute, comprese le malattie della pelle, patologie respiratorie croniche e le malattie contratte bevendo acqua contaminata, in aggiunta alla carenza nutrizionale dovuta alla mancanza di cibo sufficiente.

Oltre a rischi per la salute, devono affrontare la minaccia di arresto da parte delle autorità thailandesi. La polizia thailandese effettua due raid al mese per arrestare e deportare gli immigrati illegali birmani che vivono nel sito. Spesso gli immigrati clandestini sono costretti a fuggire nelle foreste vicine per nascondersi o corrompere i funzionari di polizia al fine di evitare la deportazione. Molte persone deportate in Birmania, tornano alla discarica appena possibile, creando un continuo esodo senza fine.

 

Come nasce il progetto a Mae Sot " Golden Dump"

A Novembre 2010 le volontarie Nadia e Barbara di Krio Hirundo sono  venute a conoscenza della dura realtà in cui vivevano centinaia di profughi birmani ( karen, mon ed altre etnie).

Iniziò quindi il progetto con l’intento di dislocare le famiglie dalla discarica ad un altro sito più salubre. L'intervento nel corso del tempo si è evoluto e modificato per far fronte alle infinite problematiche nel territorio, tenendo sempre presente lo stesso obiettivo: aiutare le famiglie ed inserire i bambini nel mondo scolastico.

Il Progetto 

Dopo un anno dall'avvio del progetto Golden Dump, Nadia e Barbara, a Novembre 2011, hanno riorganizzato il progetto assieme alle famiglie e ai responsabili birmani. C’è stata la necessità di trovare un nuovo terreno più idoneo all’agricoltura e spostare le famiglie che fino ad un anno fa vivevano nella discarica di Mae Sot. 

In un villaggio a circa 35 chilometri da Mae Sot, un birmano di nome Nay Aung di orgine Karen, fuggito da anni dalla Birmania dopo essersi laureato in agricoltura, si ritrovava, a causa del crollo del prezzo delle cipolle ( è il caso di dire che fanno piangere), nell’incapacità di poter pagare l’affitto di un vasto terreno dove da due anni lavorava. Da Nay Aung dipendevano non poche famiglie birmane del villaggio. Questo significava la sopravvivenza di molte donne, uomini e bambini.

Questa situazione ha dato lo spunto per un miglioramento del nostro progetto e l'idea è stata accolta con entusiasmo dalle famiglie che sosteniamo.

Abbiamo rilasciato un microcredito ad Nay Aung per l’affitto di un anno del terreno con relativo impianto idrico.  Le nostre famiglie lavoreranno per tutta la durata del contratto all’interno di questo terreno, ricevendo un piccolo salario sicuro ogni mese e la formazione agricola.

Questa via, oltre a dare un aiuto a Nay Aung e tutte le famiglie birmane che saltuariamente lavorano in quel terreno, permetterà ai rifugiati del nostro progetto Golden Dump di potersi integrare più facilmente nella vita del villaggio, crearsi delle relazioni sociali, lavorare e avere una formazione, non più all’interno di un progetto chiuso in sè stesso, ma in completa interazione col territorio seppur con uno statuto di rifugiati non riconosciuto del governo thailandese.

E' stata affittata, vicinissima alla scuola e al terreno, una grande casa in legno su due piani, dove le famiglie vivranno e per la prima volta nella loro vita usufruiranno anche della luce elettrica!

Immensa è  stata la gioia per grandi e bambini nell'entrare in quella casa, che forse non hanno nemmeno mai osato sognare.

Grazie a tutti voi, le donne cantano davanti ad un fornello mentre preparano i pasti per tutti, gli uomini ritrovano la loro dignità nel lavoro, i bambini a Giugno andranno a scuola e impareranno a scrivere, leggere e chissà che un giorno possano conoscere il loro paese: la Birmania libera.

Continuiamo questo cammino di solidarietà accompagnandoli verso l’obiettivo dell'autonomia, garantendo loro un aiuto economico, una casa, il riso, cure mediche, istruzione e sicurezza. Facciamo in modo che possano avere il grande privilegio di sognare!



Coltivazioni di fiori e mais
Con la vendita dei prodotti una parte del microcredito è stato rimborsato, la somma ricevuta è messa a disposizione delle famiglie per cure mediche, istruzione per i figli ed altre necessità.

 

La chiusura del progetto Golden Dump ed i risultati

Dopo tanto tempo, possiamo dire che i beneficiari del progetto Golden Dump sono diventati una nostra seconda famiglia. 

Ben inseriti nel villaggio di Che Di Kho tutti si sono fatti nuovi amici, conoscenze del territorio e della realtà di tanti altri rifugiati birmani.

Nay Aung a cui Krio Hirundo ha rilasciato un micro-credito, seppur con tante difficoltà sta continuando a rimborsare in piccole rate il prestito a lui accordato, i termini di rimborso sono stati comunque prolungati e quei fondi saranno messi a disposizone di altri progetti.

Nel frattempo alcuni rifugiati pur continuando a lavorare nel terreno hanno cercato di costruirsi nuovi ponti e nuove possibilità più redditizie in altri luoghi della Thailandia, altri han voluto rientrare in Birmania ricchi di nuove conoscenze e strumenti.

A partire da Marzo 2013 abbiamo bloccato gli aiuti per l'acquisto del riso essendo le famiglie completamente autonome a livello di sussistenza.

E' stato proposto a due donne di partecipare in forma volontaria alla preparazione dei pasti della nostra scuola Nam Tok, imparando così a gestire i pasti di un centro educativo.

A Maggio sono state assunte ufficialmente come cuoche, beneficiando di un salario sicuro, di un ambiente stimolante e documenti rilasciati dal Ministero dell'Educazione Thailandese.

Ad oggi abbiamo lasciato a disposizione gratuitamente l'edificio vicino alla scuola da noi affittato per le persone ancora coinvolte in qualche modo nei nostri progetti: le due rifugiate divenute cuoche della scuola, i loro mariti che ancora lavorano nel terreno di Nay Aung e tutti i loro figli.

E' stata una bella avventura a tutti i livelli e siamo felici di poter dire che grazie al nostro intervento alcune famiglie hanno saputo, con tanta buona volontà e coraggio, spezzare quella realtà che li confinava ad una discarica. Infine, ma non meno importante, siamo grati alle famiglie perchè attraverso di loro abbiamo imparato molto, sia a livello umano sia culturale.

Un ringraziamento doveroso va a Mark Cox di UPLift Project.

Golden Dump "Agriculture project and relocation center" è un progetto di Krio Hirundo Onlus. Partner finanziario "Angeli del Focolare".

Reportage fotografico di VINCENZO FLORAMO

 

Ringraziamo i nostri sostenitori

                                            

 

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